Lo sapevi che…

Una rubrica costantemente aggiornata
sul nostro amato mondo giapponese!

Il sushi non ha origini giapponesi

Sfatiamo un mito: il piatto simbolo del Giappone non ha origini in Giappone.
Le origini del sushi sono un po’ avvolte nel mistero.
Nel quarto secolo a.C., nel sud-est asiatico (Cina e Corea), era diffuso un particolare metodo di conservazione del pesce che prevedeva, una volta eviscerato e saltato, la messa a dimora in un contenitore colmo di riso cotto.
La fermentazione del riso provocava l’aumento dell’acidità di tale conserva, che così poteva durare anche vari mesi.
Quando arrivava il momento di consumare il pesce, il riso veniva gettato.
Il sushi arriva tra le bancarelle di Tokyo solo nel 1800 dove però il popolo nipponico preferiva mangiare il pesce con il riso.
Da qui quindi è nata la “variante sushi” così come la conosciamo noi.

Prima di iniziare a mangiare

Prima di iniziare a mangiare, si dice itadakimasu, che assomiglia al nostro “buon appetito” ma, contrariamente alle nostre usanze che prevedono questa formula come cortesia verso i commensali, il significato di itadakimasu è “ricevo questo cibo (e ringrazio)”.
Quindi non ditelo se non state per mangiare anche voi.
È più del nostro ‘buon appetito’, è come una preghiera prima del pasto con cui si ringrazia Dio, la terra che lo ha fatto crescere e gli animali, gli agricoltori fino alla cuoca che lo ha preparato.

Livello 2

Sprecare la soia è una gaffe

In Giappone sprecare la soia è visto di cattivo occhio, così come lasciare residui di chicchi di riso nella ciotolina della salsa. Per mangiare il sushi nel modo giapponese bisognerebbe versare la soia nella ciotolina poca per volta, il giusto indispensabile, e fare attenzione a non fare cadere nulla al suo interno.

Sedersi per terra in Giappone è un’arte

C’è un solo modo corretto per farlo: si chiama “seiza”.
Ci sono regole ben precise da seguire. Innanzitutto bisogna sedersi piegando le gambe e portando il ginocchio sinistro sul pavimento, quello destro sarà a circa due pugni di distanza dal sinistro, le donne invece devono tenere le ginocchia unite.
Il dorso dei piedi sarà a contatto del pavimento in modo da far toccare i due alluci, i glutei toccano i talloni.
Ad imporre questo tipo di seduta sono i tavolini molto bassi utilizzati tradizionalmente per consumare i pasti. Rigorosa è inoltre l’abitudine di togliersi le scarpe prima di sedersi a tavola, di buon gusto sia in casa sia nella maggior parte dei ristoranti.
La pulizia e l’igiene personale di questa cultura è altissima e a tavola è particolarmente manifestata.
Sedersi in seiza è usuale anche in molte arti tradizionali giapponesi quali la cerimonia del tè (cha no yu), la calligrafia (shodō) e la composizione floreale (ikebana).

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Nankurunaisa

Nankurunaisa è un’espressione giapponese davvero molto popolare ed esportata in tutto il mondo è “le cose andranno da sé”, spesso letto come “con il tempo si sistema tutto”.
Viene utilizzata più come un mantra. Si narra, infatti, che gli antichi giapponesi la usassero per descrivere tutto il bello della vita, pronunciandola in molte occasioni per portare una sorta di pace e positività.
Recitando questa parola come fosse un vero e proprio mantra si entra in connessione con elementi positivi e aiuta a riequilibrare le energie e concentrare il proprio pensiero su emozioni costruttive e piene di speranza.
 È sicuramente un modo per farsi forza, per affrontare al meglio ogni difficoltà e soprattutto per vivere pieni di speranza nel futuro.
 E allora anche noi di Haru Sushi abbiamo deciso di adottare questo mantra…Nankurunaisa, nankurunaisa…con il tempo si sistema tutto!

Perché le bacchette?

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Le posate in metallo sono considerate dalla tradizione simbolo di violenza: 
inforcare il cibo, tagliarlo, non sono una cosa ammessa, ecco allora l’uso a tavola delle bacchette. Si tratta di un usanza importante tanto che il 4 Agosto di ogni anno nel tempio Hie a Tokyo si festeggia la cerimonia funebre dei bastoncini da pasto (le bacchette). Si tratta di un omaggio ad oggetti che hanno reso un lungo servizio: vengono ammucchiati e poi bruciati con accompagnamento di preghiere e canti. Va inoltre sottolineato che non è necessario sforzarsi ad utilizzare le bacchette per mangiare in un ristorante giapponese: la tradizione vuole infatti che il sushi si mangi con le dita, mentre è il sashimi (pesce crudo in fette sottili) che richiede l’uso delle bacchette.

Riempire i bicchieri degli altri, ma mai il vostro!

Esatto, in Giappone è considerato maleducato il gesto di versarsi da bere da soli, al contrario bisogna versarlo ai propri commensali, i quali riempiranno poi il nostro bicchiere una volta vuoto. Ovviamente non sarete bloccati in un loop infinito in cui non si finirà mai di versarsi da bere: quando per voi sarà abbastanza basterà non lasciare completamente vuoto il vostro bicchiere.